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La donna: consacrata e laica di Gian Maria Comolli

 

La donna: consacrata e laica 

di Gian Maria Comolli

 

La donna opera da sempre, fin dalle origini della Chiesa, con “una storia di immensa operosità, il più delle volte umile e nascosta”, e si adopera nello specifico alla cura pastorale. La donna cristiana, in particolare quella consacrata, si è sempre dedicata alla cura e all’assistenza corporale dei malati, senza trascurare l’attenzione ai bisogni spirituali e morali. Ricordiamo in particolare l’opera di san Vincenzo de Paoli, che si distinse per l’inserimento della donna in forma regolare e istituzionale, nel campo dell’assistenza ai malati. 

Molti sono i riferimenti sulla donna e sulla sua presenza nell’azione evangelizzatrice, alcuni dei quali trattano specificamente del suo essere, della sua dignità, della sua femminilità, del suo dono. Troviamo passaggi significativi nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem, nell’enciclica Redemptoris Mater, e nella Lettera alle donne di Giovanni Paolo II.

Le note pastorali della salute dedicano diversi paragrafi alla donna, affermando che la sua presenza “non è solo auspicabile ma raccomandabile”. Infatti, le attuali e innumerevoli esperienze attestano che la presenza della donna nei vari organismi della pastorale della salute, relativamente alla cura pastorale e spirituale del malato e degli operatori sanitari, è di collaborazione e di corresponsabilità, in forma attiva e creativa.

La donna è impegnata in prima persona, “chiamata a mettere in opera i suoi doni propri: anzitutto il dono, che è la sua stessa dignità personale, mediante la parola e la testimonianza; i doni poi connessi con la sua vocazione femminile”.

La vocazione femminile è accoglienza, ascolto; è silenziosa vicinanza; è vedere l’altro con il cuore; è attenzione, cura, rispetto, servizio generoso; è testimonianza della tenerezza di Dio Padre; è chinarsi sull’uomo sofferente con l’infinita pazienza di Cristo; è rigenerare vita là dove viene meno; è senso di stupore e di lode di fronte al mistero. Si afferma nella Cristifideles laici:  “Alla donna Dio creatore ha affidato l’uomo, perché proprio la donna sembra avere una specifica sensibilità, grazie alla speciale esperienza della sua maternità per l’uomo e per tutto ciò che costituisce il suo vero bene, a cominciare dal fondamentale valore della vita. Quanto grandi sono le possibilità e le responsabilità della donna in questo campo, in un tempo nel quale lo sviluppo della scienza e della tecnica non sempre è ispirato alla vera sapienza, con l’inevitabile rischio di ‘disumanizzare’ la vita umana, soprattutto quando essa esigerebbe amore più intenso e generoso”. Queste parole sono quanto mai attuali e concrete per il mondo della salute e per tutti gli ambiti della sua pastorale dove una sempre maggior integrazione della presenza femminile non è solamente un diritto della donna, ma una profonda esigenza umana e spirituale. Una presenza che, per essere efficace e profetica, richiede preparazione, competenza, delicatezza, formazione continua in campo pastorale, spirituale, morale, teologico e della relazione d’aiuto.

La donna, consacrata e laica, impegnata nella pastorale della salute, deve possedere elasticità mentale, profonda umanità, grande libertà interiore che nasce dalla continua e personale esperienza dell’amore misericordioso di Dio. E’ necessario, sempre e comunque, rifarsi a questo grande  e meraviglioso amore e agli insegnamenti di Gesù.

La madre, vergine e sposa, archetipo della femminilità, costituisce il modello per arricchire la propria persona di quei tratti che completano la relazione con Dio e con il prossimo.

Giovanni Paolo II nell’enciclica Redemptoris Mater così scrive: “…la Chiesa legge sul volto della donna i riflessi di una bellezza, che è specchio dei più alti sentimenti, di cui è capace il cuore umano: la totalità ablativa dell’amore; la forza che sa resistere ai più grandi dolori; la fedeltà illimitata e l’operosità infaticabile; la capacità di coniugare l’intuizione penetrante con la parola di sostegno e di incoraggiamento”.

ALCUNI LIBRI

TITOLO AUTORE EDIZIONE

Vicino alla morte Carole Smith Erickson

Accanto al malato Enzo Bianchi Luciano Manicardi Qiqajon – Comunità di Bose

Perché si muore? Earl. A. Grollman Red

Se vuoi puoi guarirmi Angelo Scola Cantagalli

L’ascolto che guarisce AAVV Cittadella

Pedagogia della morte Raffaele Mantegazza Città Aperta Aldilà –

La vita oltre la morte Padre Livio Fanzaga – Andrea Tornielli Gribaudi

Manuale per operatori addetti all’assistenza Margherita Di Virgilio a cura di Franco Angeli

Accompagnare il malato terminale Maurice Abiven Centro Scientifico

La morte è di vitale importanza Elisabeth Kubler-Ross Armenia

Aiutami a dire addio Arnaldo Pangrazzi Erickson

La vita dopo un grande dolore Raymond Moody Armenia

L’estranea Elisabetta Rasy Rizzoli

Dove va l’anima dopo la morte? Cesare Boni Elvetica

La perdita Nascita attiva a cura di Centro studi nascita attiva

Accompagnarli verso la Luce Petia Prime Amrita

 

Come accedere ai documenti

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Ruolo della famiglia e responsabilità della Comunità

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Ruolo famiglia Ruolo famiglia [312 Kb]

Le emozioni nelle relazioni d'aiuto

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Le emozioni Le emozioni [511 Kb]