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Sezione San Francesco

 

Dolce è sentire come nel mio cuore
ora umilmente sta nascendo amore.

 

Dolce è capire che non son più solo
ma che son parte di una immensa vita
che generosa risplende intorno a me,
Dono di Lui, del suo immenso amore.

 

Ci ha dato il cielo e le chiare stelle,
fratello sole e sorella luna,
la madre terra con frutti, prati e fiori,
il fuoco e il vento l’aria e l’acqua pura,
fonte di vita per le sue creature.
Dono di Lui, del suo immenso amore.

 

Sia laudato, nostro Signore
che ha creato l’universo intero;
sia laudato, nostro Signore,
noi tutti siamo sue creature.
Dono di lui, del suo immenso amor.
Beato chi lo serve in umiltà.

San Francesco d'Assisi

Sezione San Francesco

La sezione di San Francesco si dedica alla fraternità, un sentimento di amore che nasce spontaneo nei nostri cuori, laddove sentiamo e riconosciamo nella nostra vita il desiderio di vivere rispettando il bene comune.

Una vita che si manifesta soprattutto con azioni generose di aiuto disinteressato e di una concreta solidarietà.

Questa sezione si dedica quindi a tutti coloro che desiderano dare aiuto, ricevere aiuto e condividere in uno scambio di vita oggetti, momenti, emozioni, condivisioni.

È accoglienza, prima di tutto come atteggiamento interiore.

 

È prendere l’altro all’interno di sé, anche se è una cosa a volte non facile;

è preoccuparsi di lui, aiutarlo a migliorare la sua vita e a trovarne un senso, qualunque sia la condizione di partenza.

La nostra accoglienza non è un semplice atto di beneficienza, un gesto, ma una presenza concreta, una condivisione, il profondo senso della carità.

Senza la vera accoglienza concreta non c’è vero e pieno atto di amore.

L’ascolto dell’altro, la compassione che nasce dalla gioia nel cuore, una presenza viva, palpabile, vicina.  

 

  • Dare e ricevere

  • Scambio e baratto

  • Tempo d’amore

  • Cerchi di guarigione

  • Momenti di preghiera

  • Meditazione dinamica

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"La Sezione di San Francesco l’ho profondamente voluta, perché per me il senso della vita è vivere la vita in armonia con il creato e il suo Creatore in fraternità" Daniela Lauber 

Capita a tutti di avere necessità di qualcosa, bisogno di qualcuno e l’accoglienza, così importante per noi, diviene braccia aperte.

Ci sono bisogni primari, ma ci sono anche dei bisogni interiori, a volte, ancora più importanti.

Puntiamo sulla dignità perduta, da mille motivi, sull’ascolto e la dedicazione.

Sicurezza, stabilità, equilibrio, ma soprattutto pace interiore.

 

Ognuno può aiutare qualcuno e il nostro slogan è “Aiutaci che Dio ci aiuta”.

 

Uno dei nostri primi passaggi è la raccolta di indumenti e oggetti utili per la vita di tutti i giorni, in modo da poter aiutare chi ne ha bisogno. A volte ciò che diventa inutile per noi, per gli altri è fondamentale.

 

Poi raccogliamo anche alimenti e cose di prima necessità, per esempio, per l’igiene personale e della casa.

A volte non ci rendiamo conto di quanto sprechiamo e che solo con un po' di attenzione potremmo fare molto anche per gli altri. 

 

E non manca l’aiuto personale, per ogni nuovo amico, incontrato e ritrovato, per comprendere quale sia la cosa più giusta da fare, per riprendere in mano la propria vita.

 

La richiesta è molta ed è per questo motivo che, siamo sempre felici, quando giungono nuove persone interessate ad aiutarci, in forme di volontariato o di sostegno economico, attraverso anche donazioni, sempre gradite.

TAU

Il Tau non è un simbolo estetico di appartenenza, ma un simbolo di essenza.

Il Tau è una lettera degli alfabeti greco ed ebraico corrispondente alla nostra T.

Fin dai primi tempi della Chiesa cristiana il Tau venne assunto come segno di particolare devozione per divenire, con S. Francesco d’Assisi, supporto di una vera e propria mistica.

 

Il motivo della importanza di questa lettera si trova nel Vecchio Testamento, al celebre testo di Ezechiele (9, 4): «Va attraverso la città, va attraverso Gerusalemme e traccia il segno del Tau sulla fronte di quegli uomini che sospirano e gemono a causa delle abominazioni che ivi si commettono».

 

Questo passo era stato commentato da tutti i Padri della Chiesa ed era frequentemente sviluppato nelle prediche del medioevo, rendendo così il Tau ed il suo significato molto diffuso tra il popolo. Il fervore popolare vedeva in questo segno un mezzo miracoloso per essere preservati dalle malattie.

Nel medioevo, si portava il Tau sull’anello al dito o come amuleto al collo. Lo si disegnava su pergamene, lo si dipingeva sugli stipiti delle porte contro la peste.

Nel Nuovo Testamento, Giovanni parla del Tau, senza citarne il nome, nel libro dell’Apocalisse (7, 2-14, 1-7), che presenta gli eletti come segnati sulla fronte dal Sigillo dell’Agnello, impresso da un angelo venuto dall’Oriente.

Con San Francesco d’Assisi il Tau assume il significato che oggi riconosciamo in questo simbolo. San Francesco utilizzava con frequenza, a scopo di devozione, il Tau: «Familiare gli era la lettera Tau, con la quale firmava i biglietti e decorava le pareti delle celle» (3 Cel. 3, 828).

Con tale sigillo, San Francesco firmava le sue lettere ogni qualvolta, per necessità o per spirito di carità, inviava qualche suo scritto (3 Cel. 159, 980).

Su se stesso, infine, San Francesco tracciava il segno del Tau per consacrare le sue azioni al Signore.

Celano in questo modo racconta la visione di fra Pacifico: «Scorse con gli occhi della carne sulla fronte del beato Padre una grande lettera Tau che risplendeva di aureo fulgore» (3 Cel. 3, 828).

 

San Francesco adottò il Tau come distintivo per se stesso per la forma stessa di questa lettera, la cui grafia è quella di una Croce. Nessun segno che ricordasse il Cristo era di poco conto agli occhi di Francesco. Così venerava il Tau, che gli richiamava l’amore per il Crocifisso.

 

Questo comportamento acquista una particolare importanza se considerato in un’epoca in cui esistevano forti correnti eretiche che rifuggivano da questo stesso segno.

 

 Analizzando il contenuto spirituale del Tau in San Francesco, si distinguono quattro grandi temi essenziali per la fede e la mistica francescana.

1) Il Tau è salvezza Nessuno può essere salvato se non è "segnato" con il Tau, o, più in generale, con una Croce. Francesco vedeva in questo segno una nuova certezza di salvezza. Il giorno in cui si accorse che frate Leone era assalito dal dubbio sul suo destino eterno, Francesco disegnò la lettera del Tau e gli restituì la speranza.

2) Il Tau è salvezza attraverso la Croce. Alla salvezza si giunge attraverso il battesimo nel sangue di Cristo, sparso sulla Croce. Tale è il mistero di ogni Croce e del segno del Tau. San Francesco prega: «Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo». La spiritualità del Tau è la spiritualità della Croce, cioè dell’amore di Gesù, morto per noi sulla Croce. 3) Il Tau è salvezza attraverso la penitenza. Se la Croce porta salvezza, è necessario rinnovare quotidianamente il mistero della Croce in noi stessi, portando ogni giorno la Santa Croce del Signore Nostro Gesù Cristo.

Questa è la crociata del Tau, predicata da San Francesco, costituita non da armati per conquistare Gerusalemme, ma da uomini penitenti venuti da Assisi per predicare a tutti: «Fate penitenza, fate frutti degni di penitenza». Come Gesù aveva detto «Chi vuole seguirmi deve portare la Croce», così Francesco si rivolge a noi tutti dicendo «Chi vuole seguirmi deve essere segnato con il Tau, che ha la forma di una Croce».

4) Il Tau è segno di vita e vittoria La liturgia del tempo di Francesco fornisce al Tau gli stessi attributi che venivano dati alla Croce: «Est Tau vivifico insignitus... crucifixi servulus». Frequente, anche, a quel tempo, era considerare il Tau come segno di vittoria. San Francesco non avrebbe potuto non cantare la sua gioia di essere stato salvato: «Io non mi voglio gloriare se non nella Croce del Nostro Signore» (Fior. 8, 1836).